Danni per oltre 740 milioni di euro in Sicilia per il ciclone Harry
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È pesantissimo il bilancio dei danni provocati dal ciclone Harry, che ha colpito la Sicilia tra il 19 e il 21 gennaio 2026. Secondo una prima ricognizione effettuata dalla Protezione civile regionale, la stima provvisoria ammonta a circa 741 milioni di euro.
A darne notizia è stato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, incontrando i giornalisti al termine della Giunta straordinaria convocata a Palazzo d’Orléans. L’esecutivo regionale ha deliberato lo stato di calamità e un primo stanziamento di 70 milioni di euro, di cui 50 milioni immediatamente disponibili e 20 milioni che saranno reperiti dai fondi globali attraverso un’apposita norma che il governo proporrà all’Assemblea regionale siciliana.
“Il ciclone più violento degli ultimi anni”
«Un evento senza precedenti». Così Schifani ha definito il passaggio del ciclone Harry, sottolineando come si tratti del fenomeno meteorologico più violento degli ultimi anni in Sicilia. «Ci siamo trovati davanti a un fatto di estrema gravità», ha spiegato il presidente, ricordando che una prima stima parlava di circa 500 milioni di euro, ma che un’analisi più approfondita ha fatto lievitare il conto fino a 740 milioni.
Non solo la Sicilia orientale ha subito le conseguenze più gravi del maltempo: anche la provincia di Palermo ha pagato un prezzo significativo, in particolare il comparto della pesca, con numerose imbarcazioni danneggiate o distrutte dalle mareggiate.
Nel frattempo, il governo regionale ha nominato il capo della Protezione civile, Salvo Cocina, commissario straordinario per l’emergenza.
Il bilancio dei danni nelle province
La provincia più colpita risulta essere Catania, con una stima di 244 milioni di euro. Seguono Messina, con oltre 200 milioni, e Siracusa, con quasi 160 milioni. Le tre province, da sole, concentrano oltre il 60% dei danni complessivi registrati in Sicilia.
In tutte e tre le aree, la voce più pesante è quella legata alla viabilità e ai servizi a rete, duramente compromessi da frane, smottamenti e allagamenti. Danni rilevanti si registrano anche in provincia di Agrigento (oltre 33 milioni) e a Palermo (più di 23 milioni), dove le criticità maggiori riguardano le infrastrutture portuali, con 13,5 milioni di euro di danni stimati.
Messina: oltre 202 milioni di euro di danni
La provincia di Messina è la seconda più colpita in Sicilia, con una stima complessiva di 202,5 milioni di euro. Il dato più rilevante riguarda la viabilità e i servizi a rete, che da soli ammontano a 110 milioni di euro. Frane, crolli e allagamenti hanno causato l’isolamento di numerosi centri abitati, soprattutto nelle aree collinari e montane dei Nebrodi e dei Peloritani.
Particolarmente critici anche i dissesti idrogeologici, stimati in 27 milioni di euro, che confermano l’elevata fragilità del territorio. I danni agli insediamenti e all’edilizia residenziale ammontano a 10,5 milioni, mentre l’edilizia pubblica registra perdite per 1 milione di euro, in gran parte su edifici scolastici e strutture comunali.
Colpito duramente anche il tessuto economico: le attività commerciali, produttive e balneari registrano danni per 20 milioni di euro, mentre le infrastrutture portuali arrivano a 15 milioni. I danni ai beni mobili sono stimati in 15 milioni, a testimonianza delle numerose abitazioni e attività invase da acqua e fango.
Visite del presidente nelle aree colpite
Il presidente Schifani ha annunciato per una serie di sopralluoghi nelle zone più colpite di Messina e Catania, accompagnato dal commissario straordinario Salvo Cocina.
Venerdì 23 gennaio il programma prevede:
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ore 15.30 sopralluogo a Taormina
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a seguire Santa Teresa di Riva
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intorno alle 17.30 incontro in Prefettura a Messina con sindaci e operatori balneari
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punto stampa conclusivo
Sabato 24 gennaio, invece, il presidente si recherà nel Catanese:
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ore 10 sopralluogo ad Acireale
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a seguire Playa di Catania
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ore 12.30 incontro in Prefettura a Catania con sindaci e operatori balneari
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previsto anche in questo caso un punto stampa

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