Maltempo in Sicilia, danni enormi ma poca visibilità nazionale: la denuncia di Sebastiano Anastasi

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Catania e la fascia ionica della Sicilia stanno affrontando una tragedia senza precedenti, ma a livello nazionale l’evento riceve scarsa attenzione. È quanto denuncia Sebastiano Anastasi, presidente del Consiglio comunale di Catania, commentando i gravissimi danni causati dal recente maltempo che ha colpito la costa orientale dell’isola.

I numeri parlano chiaro: onde fino a 16 metri in mare aperto e 9 metri lungo la costa, raffiche di vento fino a 120 km/h e oltre 600 millimetri di pioggia in soli due giorni. L’impatto è stato devastante.

«L’intera linea di costa, da Catania a Messina, è stata sventrata», afferma Anastasi. «La linea del mare si è spostata di circa dieci metri. Borghi marinari risucchiati dall’acqua, scogli scaraventati sulle strade. Il lungomare di Catania, che si trova a oltre dieci metri sul livello del mare, è collassato. Linee ferroviarie distrutte, porti danneggiati, navi affondate. In alcuni comuni mancano ancora acqua, luce e gas».

Nonostante la gravità della situazione, secondo il presidente del Consiglio comunale la copertura mediatica nazionale è stata minima. «Ringrazio la stampa locale per il lavoro puntuale e costante. Ma fuori dalla Sicilia non si percepisce la reale dimensione del disastro. Non si comprende cosa significhi avere il lungomare distrutto o una Playa inagibile. I lidi balneari, che per migliaia di famiglie rappresentano l’unica possibilità di svago, sono stati devastati lungo tutta la costa ionica, da Aci Castello ad Acireale, fino al Messinese».

Anastasi sottolinea anche il valore strategico del turismo per l’economia siciliana e l’urgenza di interventi immediati: «Esprimendo massima solidarietà verso chi ha perso la propria casa, non possiamo ignorare che il danno economico e sociale rischia di essere irreversibile se non si interviene subito. I comuni, da soli, non ce la possono fare».

Il presidente del Consiglio comunale ringrazia i deputati e il presidente della Regione per le prese di posizione già espresse, ma rivolge un appello chiaro al Governo nazionale: «Non basta dichiarare lo stato di calamità o stanziare fondi. Il vero nodo è il metodo. Se si procede con le sole procedure ordinarie, rischiamo la paralisi per anni. Catania non può permettersi un lungomare distrutto per tre, quattro o cinque anni. Così come non possono permetterselo Taormina, Roccalumera, Stazzo e tutti i comuni colpiti».

Per questo, Anastasi chiede uno strumento straordinario: «Serve una normativa speciale che metta i sindaci nelle condizioni di agire subito, con tempi rapidi e procedure semplificate. È una richiesta che deve unire tutte le forze politiche. I sindaci non possono essere lasciati soli, né nell’emergenza né nella ricostruzione».

«Parlo da presidente del Consiglio comunale, organo di controllo dell’amministrazione. Proprio per questo il mio appello ha ancora più valore istituzionale. Qui non c’è spazio per antagonismi. C’è una comunità che chiede risposte immediate, concrete, e una tragedia che merita rispetto, attenzione e azioni all’altezza della sua gravità», conclude Anastasi.

Il presidente annuncia anche la disponibilità a organizzare un’assemblea con tutti i consigli comunali delle città colpite per coordinare la risposta all’emergenza.

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