La furia del Ciclone Harry devasta la costa ionica

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La conta dei danni causati dal Ciclone Harry nel Messinese si fa via via più pesante con il passare delle ore. Sebbene fortunatamente non si registrino vittime, l’impatto del violento sistema perturbato sulle infrastrutture costiere, sulla viabilità e sulle isole minori è rilevante. Il quadro aggiornato a oggi, 21 gennaio, restituisce l’immagine di un territorio profondamente segnato, in particolare lungo il versante ionico.

Le mareggiate, con onde che hanno superato i 5-6 metri, hanno causato i danni più evidenti lungo la costa ionica del Messinese.

A Santa Teresa di Riva si registra una delle situazioni più critiche: un intero tratto del lungomare ha ceduto, con la sede stradale completamente divelta dalla forza del mare che ha letteralmente “mangiato” l’asfalto. Gravemente danneggiato anche il lungomare di Furci Siculo. 

A Taormina, nella frazione di Mazzeo, una parte del lungomare è crollata a causa dell’erosione costiera, accelerata dalla violenza delle onde.

Nel settore sud di Messina, in particolare a Santa Margherita, la Strada Statale 114 è stata interessata da allagamenti e accumuli di detriti, rendendo necessario il blocco temporaneo del traffico.

Gravi criticità anche lungo i corsi d’acqua: il fiume Agrò è esondato in alcuni tratti, allagando le aree adiacenti alla SS114 tra Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva. Per motivi di sicurezza sono state interdette anche le passerelle provvisorie sul torrente.

Situazione particolarmente difficile nell’arcipelago delle Eolie, isolato da più di due giorni a causa delle condizioni proibitive del mare.

A Lipari, nella frazione di Canneto, il mare ha invaso il lungomare e diverse strade interne, penetrando in abitazioni al piano terra. Si segnalano danni ad automobili parcheggiate e a numerose imbarcazioni.

A Vulcano le onde hanno raggiunto l’area portuale, allagando locali e attività della zona. Sono rimaste completamente isolate Alicudi, Ginostra, Panarea e Stromboli.

Sul fronte stradale, la SP 57 è stata chiusa all’altezza di Roccavaldina a causa di una frana. Diverse strade secondarie dei Nebrodi sono sotto costante monitoraggio per il rischio di smottamenti dovuto alla saturazione dei terreni.

Eseguiti in via precauzionale sgomberi in alcune aree a rischio della zona sud della città di Messina e lungo la fascia ionica. Gli interventi hanno riguardato soprattutto abitazioni situate a ridosso della battigia o in zone soggette a forte erosione costiera.

Emergenza estesa anche a Palermo, Siracusa e Catania

Il maltempo ha colpito duramente anche il resto della Sicilia. Nel Palermitano, dalle ore 18 di ieri alle 8 di oggi, i Vigili del Fuoco hanno effettuato 85 interventi, portando il totale delle ultime 24 ore a circa 190, a fronte di una media giornaliera di 40.

Particolarmente critiche le aree portuali del capoluogo: all’Arenella un’auto è affondata nel porticciolo (il conducente è riuscito a mettersi in salvo), mentre al Molo Trapezoidale il distacco di due pontili ha messo a rischio oltre 20 imbarcazioni, salvate grazie a un intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco.

Nel Siracusano si contano oltre 50 interventi nella sola notte, superando i 220 in 48 ore. Le operazioni proseguono anche nella fase post-emergenziale per frane, alberi caduti, allagamenti, elementi pericolanti e incendi di cavi elettrici. 

Nel Catanese si segnalano numerosi interventi per alberi pericolanti (a Grammichele e Pedara), incendi di fili elettrici ad Acicastello, soccorsi a imbarcazioni nel porto di Catania e interventi per dissesti statici e assistenza alla popolazione.

Mentre la fase più intensa dell’emergenza meteorologica sembra avviarsi verso la conclusione, resta ora da affrontare la lunga e complessa fase della messa in sicurezza e della ricostruzione. Il Ciclone Harry lascia dietro di sé una Sicilia ferita, con danni ingenti e un territorio che torna a interrogarsi sulla fragilità delle proprie coste e infrastrutture.

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