Intitolato a Sara Campanella un laboratorio dell’Unità di Igiene Ospedaliera del Policlinico di Messina
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Da oggi uno dei laboratori dell’Unità di Igiene Ospedaliera dell’AOU “G. Martino” di Messina porta il nome di Sara Campanella, la giovane studentessa tragicamente uccisa il 31 marzo 2025 al termine di una lezione universitaria nei pressi del Policlinico.
L’iniziativa, promossa dal Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, nasce dal desiderio di ricordare Sara proprio nel luogo in cui si trovava quel terribile pomeriggio di un anno fa. Uno spazio vissuto quotidianamente da operatori e studenti che da oggi custodirà in modo permanente la sua memoria.
Alla cerimonia erano presenti la mamma Cetti e il papà Alessandro. Ad accoglierli, insieme al Direttore Amministrativo, Dott.ssa Elvira Amata, la Rettrice Prof.ssa Giovanna Spatari, il Direttore Sanitario Giuseppe Murolo, la responsabile dell’Unità di Igiene Ospedaliera Prof.ssa Pasqualina Laganà, oltre a numerosi operatori sanitari e amministrativi.
La Dott.ssa Amata ha scelto di ricordare Sara attraverso una lettera intensa e carica di significato:
“Cara Sara, non a caso abbiamo scelto il 23 febbraio per riunirci in questo luogo che, seppur apparentemente anonimo, oggi diventa spazio di memoria, riflessione e racconto. Da oggi porterà il tuo nome e parlerà di te.
Pochi sanno che la prima giornata della Festa della Donna fu fissata proprio il 23 febbraio. Abbiamo voluto ritrovarci qui per inviarti un messaggio forte e chiaro: non ti dimenticheremo.
Sei per noi esempio di dedizione, professionalità e impegno, qualità che hai dimostrato lungo il tuo percorso di studi. Oggi non vogliamo che questa sia soltanto una giornata di memoria, ma soprattutto di testimonianza e di esempio per tutti, giovani e meno giovani, nello svolgimento della propria attività e nella costruzione del futuro.
Abbiamo scelto di intitolarti questo laboratorio dal quale sei uscita la sera del 31 marzo, ignara di ciò che stava per accadere, ma pienamente consapevole del tuo progetto di vita.
Ogni volta che i tuoi colleghi varcheranno questa soglia ricorderanno quanto sia importante la professione che stanno per intraprendere. Ci piace pensare che il laboratorio in cui hai lavorato per l’ultima volta possa continuare a raccontare la tua dedizione e la passione che, nonostante la giovane età, sapevi esprimere con così grande intensità.
Avevi già compreso fino in fondo cosa significhi essere un operatore sanitario, consapevole della responsabilità di aiutare il prossimo e di agire con un unico obiettivo: il bene del paziente.
Amavi le farfalle, e per noi sarai sempre una farfalla bellissima, dai colori delicati ma decisi. Oggi stringiamo la mamma, il papà e Claudio in un abbraccio forte, con la certezza che non saranno mai soli”.
Anche la Rettrice, Prof.ssa Giovanna Spatari, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa:
“Quello di oggi è un ulteriore grande abbraccio simbolico che, come Università e come Azienda Ospedaliera Universitaria, rivolgiamo a una giovane donna che aveva scelto le nostre strutture per la propria crescita formativa e professionale. La dedica di un laboratorio, strettamente legato al suo percorso di studi e al suo impegno, non è casuale. Questa grande comunità non dimenticherà mai Sara e farà di tutto per onorarne il ricordo”.
La mamma di Sara, Cetti, ha infine espresso un sentito ringraziamento per un’iniziativa che lascia un segno indelebile della presenza e del cammino umano e formativo della figlia all’interno del Policlinico di Messina.

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