Odontoiatri, a Catania Congresso del Mediterraneo: dalla prevenzione all'accessibilità delle cure
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Quattro italiani su dieci vanno dal dentista soltanto quando avvertono dolore. Un dato che riporta al centro il tema della prevenzione e delle disuguaglianze nell’accesso alle cure odontoiatriche. Se n’è discusso al XIII Congresso Odontostomatologico del Mediterraneo, svoltosi a Catania, organizzato dalla Commissione Albo Odontoiatri dell’OMCeO di Catania al Plaza Hotel, con la partecipazione di professionisti, istituzioni e mondo accademico.
«Appropriatezza delle cure ed etica professionale devono restare i punti fermi di un settore in rapida evoluzione», ha sottolineato Gian Paolo Marcone, presidente della CAO di Catania, richiamando l’importanza dell’aggiornamento scientifico e dell’innovazione.
Sulla prevenzione è intervenuto Alfio Saggio, presidente dell’OMCeO di Catania: «Patologie come la parodontite possono portare alla perdita dei denti. Intervenire tempestivamente consente di conservarli più a lungo. Occorre investire maggiormente nella prevenzione».
Una priorità condivisa dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, insignito del Premio Sant’Apollonia 2026 per l’impegno a sostegno della professione odontoiatrica. «Oggi il 95% delle risorse del Servizio sanitario nazionale è destinato alle cure e soltanto il 5% alla prevenzione. Dobbiamo invertire questa tendenza per rendere il sistema più sostenibile». Gemmato ha inoltre evidenziato il contributo degli odontoiatri nella diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e nel contrasto all’antibiotico-resistenza.
Sul fronte regionale, il vicepresidente della Regione Siciliana Luca Sammartino ha annunciato l’intenzione di potenziare l’assistenza odontoiatrica pubblica. «Ancora troppi siciliani non possono permettersi neppure le cure di base. Dobbiamo rendere l’odontoiatria più accessibile, rafforzando i servizi pubblici. Porteremo avanti questi impegni a partire dalla prossima legge di Stabilità».
Novità anche sul piano normativo. Il deputato Francesco Ciancitto ha annunciato l’avvio alla Camera della discussione sul disegno di legge delega per il riordino delle professioni sanitarie, con disposizioni sulla responsabilità civile e penale degli operatori.
Tra i temi affrontati anche il turismo odontoiatrico, alimentato dal costo delle cure in Italia. Il presidente nazionale ANDI Corrado Bondi ha messo in guardia dai rischi di trattamenti concentrati in pochi giorni, senza adeguati tempi di guarigione e continuità assistenziale, che possono lasciare i pazienti alle prese con complicazioni e maggiori difficoltà di tutela.
Il confronto, moderato dalla giornalista Assia La Rosa, ha approfondito anche il ruolo delle assicurazioni e dei fondi sanitari. Per Carlo Ghirlanda, delegato ANDI ai Rapporti istituzionali ed ex presidente nazionale, le regole devono garantire trasparenza e libertà di scelta, tutelando il rapporto di fiducia tra paziente e professionista e privilegiando la qualità delle cure.
Spazio, infine, alla formazione e alle prospettive dei giovani. Gaetano Isola, presidente del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell’Università di Catania, ha sottolineato la necessità di rafforzare il dialogo tra università, ordini professionali e libera professione, alla luce delle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale, dai biomateriali e dalle nuove tecnologie.
Sul sostegno alle nuove generazioni è intervenuto Giampiero Malagnino, ex vicepresidente della Fondazione ENPAM, ricordando gli strumenti di assistenza e accesso al credito, con finanziamenti fino a 120mila euro per favorire l’apertura del primo studio odontoiatrico.
Il congresso si è concluso con due sessioni scientifiche: la prima dedicata all’impatto delle procedure chirurgiche sul benessere psicofisico del paziente; la seconda al Progetto CAO/AIE 2026-2027, con una tavola rotonda tra rappresentanti delle due realtà professionali.

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