Schiusa di un nido di Tartaruga Caretta caretta, appello ai volontari.
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Diciotto esemplari di tartaruga marina Caretta caretta sono emersi questa mattina da un nido sulla spiaggia di Fondachello, nel territorio del Comune di Valdina, nel Messinese. La schiusa, però, potrebbe non essere ancora terminata: nelle prossime ore o nei prossimi giorni potrebbero emergere altre tartarughine.
La prima emersione è avvenuta intorno alle 8, quando dalla sabbia sono spuntate 16 piccole tartarughe. Alle 11 ne sono emerse altre due, portando a 18 il numero degli esemplari che hanno completato il breve ma delicatissimo percorso verso il mare.
A segnalare tempestivamente quanto stava accadendo è stata la famiglia pugliese Pipoli-Renzo, che si trovava proprio nelle vicinanze del nido. I presenti hanno immediatamente prestato attenzione al passaggio delle tartarughine, contribuendo a proteggerne il percorso fino alla battigia.
Pochi metri che, per animali appena nati, possono trasformarsi in una vera e propria corsa a ostacoli. Le piccole Caretta caretta hanno dovuto attraversare la sabbia resa rovente dal sole e affrontare la presenza dei gabbiani, potenziali predatori. Durante le operazioni non è mancato neppure un episodio singolare: una bagnante avrebbe manifestato l'intenzione di portare con sé «almeno una» delle tartarughe. È stato quindi necessario ricordare che si tratta di animali selvatici appartenenti a una specie protetta, che non possono essere catturati né detenuti.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente la Capitaneria di Porto di Milazzo, i Carabinieri, il Comune di Valdina e la Protezione Civile.
A occuparsi del coordinamento delle attività di monitoraggio è intervenuto anche Carmelo Isgrò, biologo, fondatore e direttore del MuMa Museo del Mare di Milazzo, che si è immediatamente messo in contatto con la dottoressa Oleana Prato, coordinatrice del Progetto Tartarughe Sicilia Orientale del WWF Italia, per organizzare correttamente le attività di sorveglianza e salvaguardia del nido.
«Adesso è fondamentale continuare a sorvegliare il nido – spiega Isgrò – perché potrebbero esserci ancora molte tartarughine pronte a emergere. I primi metri che separano il nido dal mare rappresentano uno dei momenti più delicati della loro vita ed è importante evitare interferenze e pericoli».
L'appello ai volontari
Per questo è stato lanciato un appello alla cittadinanza e a tutti gli amanti del mare. Il nido sarà monitorato per i prossimi due giorni e durante le prossime due notti, attraverso turni di volontari che possano garantire una presenza costante sul posto, assistere alle eventuali nuove emersioni e contribuire alla salvaguardia dell'area.
Non è necessario essere esperti: per partecipare sono sufficienti disponibilità, senso di responsabilità e il rispetto delle indicazioni che saranno fornite per effettuare correttamente il monitoraggio.
L'invito è anche quello di diffondere l'appello, così da riuscire a garantire una presenza adeguata nelle prossime ore e nelle prossime notti, quando dal nido potrebbero ancora emergere nuovi esemplari.

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