Ginostra insorge dopo l’alluvione: “Abbandonati dalle istituzioni, pronti alla serrata generale”

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A poco più di una settimana dall’alluvione che ha devastato il piccolo borgo di Ginostra, nell'isola di Stromboli,  la comunità lancia un duro appello alle istituzioni. Residenti e operatori economici annunciano lo stato di agitazione permanente e non escludono forme di protesta eclatanti, fino alla chiusura totale e a tempo indeterminato delle attività locali.

Il nubifragio del 3 luglio ha lasciato segni profondi nella piccola frazione: fango, detriti e materiale vulcanico hanno invaso diverse aree del paese, compromettendo collegamenti e servizi essenziali. Alcune abitazioni risultano ancora prive di energia elettrica, acqua corrente e collegamenti telefonici, mentre resta critica la situazione dello scalo del Pertuso, completamente insabbiato.

Particolare preoccupazione riguarda la scalinata del borgo e la strada di accesso al porto, considerata dagli abitanti l’unica possibile via di fuga in caso di emergenza vulcanica. Una condizione che, secondo la popolazione, alimenta quotidianamente il timore di restare isolati ai piedi di un vulcano attivo.

La denuncia: “Ginostra dimenticata”

In una nota diffusa dai cittadini vengono contestati al Comune di Lipari presunti ritardi nella comunicazione e nella gestione dell’emergenza, con la richiesta di maggiore trasparenza sulle iniziative intraprese e sui provvedimenti di sicurezza.

Nel mirino anche la Regione Siciliana, chiamata in causa per il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza. Secondo gli abitanti, a fronte dello stanziamento di risorse destinate alla sicurezza idrogeologica dell’isola, gli interventi strutturali non sarebbero ancora partiti.

La comunità richiama in particolare i fondi, quantificati in circa 11 milioni di euro, destinati agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, chiedendo di conoscere tempi, progetti e modalità di avvio dei lavori.

Con un comunicato stampa si chiede un intervento diretto del Governo nazionale e dei ministeri competenti per accelerare le procedure, sbloccare le risorse disponibili e garantire il ripristino dei servizi essenziali, della viabilità interna e dello scalo del Pertuso.

In assenza di risposte concrete, i residenti annunciano una mobilitazione più ampia: “La serrata generale sarà immediata e la protesta si sposterà nelle piazze”.

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