Medico ucciso da albero precipitato in autostrada, rinvio a giudizio per cinque imputati
-
Visite: 13
Si aprirà il prossimo 8 ottobre, davanti al Tribunale di Termini Imerese, il processo a carico di cinque persone accusate, in concorso, di omicidio stradale per la morte del medico santagatese Francesco Maniaci. Il professionista perse la vita la mattina del 9 ottobre 2023, quando un grosso pino precipitò sulla sua auto lungo l’autostrada A20 Messina-Palermo, all’altezza di Campofelice di Roccella.
Al termine dell’udienza preliminare, il Gup Gregorio Balsamo ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque imputati, chiamati a rispondere, nelle rispettive qualità di responsabili o direttori dei lavori, delle attività tecniche e manutentive affidate al Consorzio Autostrade Siciliane.
Nel capo d’imputazione vengono contestate, a vario titolo, condotte omissive legate alla mancata programmazione degli interventi necessari per la potatura degli alberi ad alto fusto presenti ai margini dell’autostrada. Tra questi anche il grosso pino che, secondo l’accusa, mostrava già da tempo segnali di cedimento e che, quella tragica mattina del 9 ottobre, si abbatté sull’auto condotta dal medico 43enne, diretto a Trapani dove lavorava presso l’ufficio di medicina legale dell’Inps.
Il decreto di rinvio a giudizio è arrivato nel giorno in cui Francesco Maniaci avrebbe compiuto 46 anni, mentre l’apertura del processo cadrà alla vigilia del terzo anniversario dell’incidente.
«Da quel giorno la famiglia vive segnata dal dolore per una tragedia assurda, determinata dalla caduta sulla carreggiata di un albero cresciuto incontrollatamente, non adeguatamente potato, non sottoposto a un effettivo controllo di stabilità e non rimosso nonostante pregresse manifestazioni di pericolo», commenta l’avvocato Massimiliano Fabio, difensore di parte civile dei familiari della vittima.
«Il Codice della strada imponeva di controllare, manutenere, potare, abbattere o comunque mettere in sicurezza l’alberatura pericolosa e di adottare tutte le misure necessarie affinché la presenza di un albero instabile in prossimità della carreggiata non si trasformasse in un pericolo mortale per gli utenti dell’autostrada», aggiunge il legale.
Il Gup ha inoltre disposto il non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, nei confronti di uno dei sette originari indagati. Per un altro, invece, è stata ordinata la restituzione degli atti al Pubblico Ministero per nullità della richiesta di rinvio a giudizio, a seguito della mancata esecuzione dell’interrogatorio richiesto.
Il Consorzio Autostrade Siciliane risponde nel procedimento quale responsabile civile.

Leave your comments
Post comment as a guest