Un anno senza Sara Campanella

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È trascorso esattamente un anno dal femminicidio di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni la cui vita è stata spezzata a pochi passi dal Policlinico di Messina, tra quelle aule dove sognava il proprio futuro. Un delitto che ha scosso nel profondo la città, trasformando il dolore privato in una ferita collettiva che, a dodici mesi di distanza, non accenna a rimarginarsi.

Era il 31 marzo 2025 quando Sara veniva uccisa, in pieno giorno, da un collega universitario. La ricostruzione degli inquirenti ha poi portato alla luce un copione tristemente noto: una sequenza di attenzioni insistenti, pedinamenti e comportamenti persecutori che Sara aveva già iniziato a subire. 

L'autore del delitto, fermato a poche ore dall'omicidio, non affronterà mai un’aula di tribunale. Pochi mesi dopo l'arresto, il giovane si è tolto la vita in carcere. Un gesto che ha troncato l’iter giudiziario, impedendo il pronunciamento di una sentenza definitiva e lasciando un vuoto di risposte per la famiglia di Sara. 

In questo primo anno, Messina non è rimasta a guardare. La città ha risposto con una mobilitazione civile senza precedenti: fiaccolate silenziose, dibattiti nelle scuole e seminari accademici. Oggi, nell'anniversario della sua scomparsa sono tanti i momenti di raccoglimento organizzati per ricordare la studentessa e ribadire che la sua storia non può e non deve essere archiviata come un "fatto isolato".

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