Torna a casa bimbo prematuro nato a 25 settimane

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È tornato a casa da alcuni giorni il piccolo nato a sole 25 settimane di gestazione, con un peso di appena 800 grammi. Venuto alla luce dopo un parto spontaneo improvviso, è stato affidato alle cure dell’équipe dell’Unità operativa complessa di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale dell’AOU “G. Martino” di Messina.

Un caso che, per il reparto diretto dalla professoressa Eloisa Gitto, rientra tra i cosiddetti “grandi prematuri” e che oggi può essere raccontato come una storia a lieto fine.

Il percorso clinico del bambino è stato segnato dalle complicanze tipiche dell’estrema prematurità: dal distress respiratorio, che ha reso necessaria la ventilazione sia invasiva sia non invasiva, fino alla delicata gestione della nutrizione. Un “piccolo guerriero”, come è stato definito in reparto, che grazie alle cure ricevute ha potuto finalmente fare ritorno a casa. Continuerà comunque a essere seguito nell’ambulatorio di follow-up del neonato a rischio.

Determinante è stato anche un intervento cardiochirurgico salva-vita, eseguito dall’équipe di cardiochirurgia pediatrica di Taormina direttamente all’interno della Terapia Intensiva Neonatale. Si è resa necessaria la chiusura chirurgica del dotto di Botallo, un vaso sanguigno che durante la vita fetale collega l’arteria polmonare all’aorta e che normalmente si chiude spontaneamente nei primi giorni dopo la nascita. Nei nati estremamente prematuri, però, ciò non avviene in circa il 30% dei casi: la mancata chiusura può provocare sovraccarico cardiaco, iperafflusso polmonare e insufficienza respiratoria. Quando la terapia farmacologica non è sufficiente, è indispensabile intervenire tempestivamente con la chirurgia.

«La storia di questo bambino – sottolinea la professoressa Eloisa Gitto – rappresenta un segnale di speranza e dimostra come anche situazioni cliniche molto complesse possano trovare una soluzione, accompagnando i nostri piccoli pazienti verso un futuro con una buona qualità di vita. Ogni dimissione è per noi motivo di gioia e soddisfazione. Questi risultati sono frutto di un lavoro di squadra: un gruppo di professionisti che ho il privilegio di guidare e che negli anni è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per la città di Messina. La presenza, nella nostra realtà, di tutte le competenze multidisciplinari necessarie per la cura e l’assistenza di bambini così critici rappresenta un valore aggiunto. I nostri pazienti prematuri vengono seguiti sia nella fase acuta sia successivamente, fino all’età scolare, grazie all’ambulatorio di follow-up del neonato a rischio, unica realtà presente in città».

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