Sequestro per 1,5 milioni di euro a 2 soggetti appartenenti a gruppo criminale attivo sui Nebrodi

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I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito due decreti di sequestro emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 2 soggetti, operanti sul versante tirrenico della medesima provincia, ritenuti socialmente pericolosi.

Gli odierni provvedimenti, estesi anche ai familiari dei due soggetti destinatari delle investigazioni economico-patrimoniali, originari, uno, di Locri (RC), l’altro, di Catania (CT), scaturiscono dalla ricostruzione del profilo di pericolosità qualificata delle persone proposte, come emerso dalle molteplici iniziative investigative coordinate dalla Procura peloritana e delegate alla Guardia di Finanza di Messina.

L’articolato e complesso quadro indiziario che ha portato alla recente esecuzione delle due misure di prevenzione, personali e patrimoniali, riflette il quadro emerso nel corso del processo alla “mafia dei Nebrodi”, all’esito del quale, era stata accertata, l’esistenza e l’operatività della famiglia mafiosa dei “tortoriciani”, coinvolta nella commissione di plurime attività illecite nel territorio nebroideo.

In particolare, quel processo aveva consentito di ritenere giudiziariamente provata l'operatività di tale compagine criminale mafiosa nella provincia peloritana, essendo, peraltro, stata dimostrata la specifica e peculiare propensione della stessa compagine alla commissione di illeciti nel remunerativo settore delle truffe comunitarie in agricoltura, per l’ottenimento indebito di fondi comunitari in danno della Politica Agricola dell’Unione europea.

Gli odierni proposti hanno avuto un ruolo determinante nella commissione delle molteplici condotte truffaldine e predatorie, in quanto gestori di due Centri di Assistenza Agricola, dei quali uno, ubicato a Tortorici, l’altro, a Cesarò. Tali centri rappresentavano l’anticamera da cui passare per presentarsi all’Unione Europea come legittimi beneficiari di quei contributi che avrebbero dovuto sostenere gli agricoltori rispettosi delle regole e contrastare l’abbandono delle aree rurali.

Sulla scorta dei dettagliati elementi investigativi all’epoca raccolti, i militari hanno accertato, per uno dei due soggetti destinatari dei provvedimenti, nell’arco temporale 2005/2014, l’esistenza di numerose condotte integranti i reati di associazione di tipo mafioso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, violazione, quest’ultima, ascrivibile anche all’altro soggetto coinvolto.

Inoltre gli approfondimenti economico-patrimoniali hanno consentito di svelare la disponibilità di beni, in capo ai soggetti investigati e relativi familiari, in misura sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, dimostrando la stretta correlazione temporale tra i comportamenti antisociali documentati e l’illecito arricchimento accertato.

In definitiva, sulla base delle attività esperite, l’Autorità Giudiziaria di Messina ha quindi disposto l’odierna esecuzione di apposite misure di prevenzione patrimoniali, aventi ad oggetto: un compendio aziendale comprensivo dei relativi beni patrimoniali; 6 terreni; un autoveicolo e 2 quote di proprietà relative a 2 fabbricati, per un valore complessivo di stima pari ad € 1,5 milioni.

I provvedimenti non sono irrevocabili in quanto si attende ancora giudizio definitivo.

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