Rapina a gioielleria, eseguite tre misure cautelari

Visite: 685

Sarebbero due giovani palermitani gli autori della rapina, commessa nel gennaio dello scorso anno, ai danni di una gioielleria di Frazzanò. Nelle scorse ore i Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno eseguito tre misure cautelari, due in carcere ed uno ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Patti. In carcere sono finiti due soggetti palermitani di 30 e 32 anni, ritenuti presunti autori della rapina, e accusati - in concorso - di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni personali.

Ai domiciliari è stato ristretto un 22enne del luogo, indagato per il solo reato - in concorso – di rapina aggravata. Si precisa che per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna. 

Il provvedimento cautelare, scaturisce dall’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Sezione Operativa di Sant’Agata Militello e della Stazione di Mirto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti, diretta dal dott. Vittorio Angelo Cavallo, avviata subito dopo una rapina perpetrata nel gennaio 2023, in danno di una gioielleria di Frazzanò (ME). In quell'occasione i rapinatori, con il volto travisato, si sono introdotti nel negozio di preziosi e, dopo aver percosso il proprietario, si sono impossessati di diversi gioielli, orologi e denaro, per un valore totale di circa 40.000 euro. Prima di darsi alla fuga, i malviventi, hanno immobilizzato, legandolo mani e piedi, il gestore, che tuttavia era riuscito ugualmente ad attivare il sistema di allarme che ha permesso l’immediato intervento dei militari dell’Arma.

La successiva fase delle indagini ha permesso di ricostruire la verosimile dinamica dei fatti e di accertare la presunta complicità di un 22enne della zona. Infatti, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il giovane, prima della rapina, si sarebbe recato nella gioielleria con il pretesto di acquistare dei preziosi. Una volta ultimato l’acquisto, sarebbe uscito dal negozio lasciando volutamente aperta la porta d’ingresso, proprio in concomitanza dell’arrivo dei rapinatori che, senza alcun problema, si sono introdotti all’interno del locale per commettere il reato. Il presunto complice, nel plausibile intento di depistare le prove relative al suo coinvolgimento, una volta fuori, avrebbe effettuato una telefonata ai Carabinieri, senza peraltro proferire parola.

I gravi indizi di colpevolezza emersi dall’attività investigativa dei militari dell’Arma, suggellati anche dagli accertamenti biologici condotti dai Carabinieri del R.I.S. di Messina che hanno rilevato la presenza del DNA appartenente ai due arrestati palermitani sul materiale repertato presso la gioielleria colpita dalla rapina, sono stati concordati dal GIP del Tribunale di Patti che ha emesso il provvedimento cautelare.

Ultimate le formalità di rito, i due palermitani sono stati ristretti presso la Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo, mentre il giovane 22enne del luogo è stato ristretto presso la sua abitazione, in regime degli arresti domiciliari.

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments