Ancora degrado e incuria nel quartiere Tirone
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Anni di degrado e incuria nel quartiere Tirone a Messina, che continuano a causare il totale abbandono di un’area centrale della città. Tante promesse non mantenute per lo storico rione messinese che da troppo tempo attende di essere riqualificato e salvato.
Il tempo passa, ma purtroppo pare che nulla sia cambiato per quest’area della città dello Stretto di circa 15mila metri quadrati, che appartiene al Comune per 7mila metri quadrati e al Terzo ordine francescano e ai privati per la restante parte.
A causare la mancata riqualificazione ha contribuito anche l’incapacità di portare avanti un’azione congiunta per restituire alla città e ai cittadini una zona centrale e di pregio finalmente rinnovata.
Non ha funzionato la Stu (la Società di trasformazione urbana) e neanche la possibilità di fruire di Fondi europei. Servono progetti e azioni immediate per dare nuova vita al Tirone, che si trova nel cuore della città vecchia, tra i torrenti Portalegna e Boccetta, ed è caratterizzato dalla presenza dei cinquecenteschi bastioni di Carlo Quinto, della scalinata Sergi del ’700, di abitazioni risalenti all’Ottocento e di un colle ricco un tempo di edifici sacri e palazzi.
Nonostante i tanti progetti di riqualificazione, che prevedevano la costruzione di parchi, parcheggi e nuovi edifici, un processo di restauro proposto dall’ordine dei Francescani, le numerose denunce dei residenti e gli interventi dei consiglieri della IV Circoscrizione per ripristinare almeno il decoro urbano, resta poco del suo glorioso passato e per decenni ha prevalso il degrado, anche quello abitativo, con una baraccopoli a pochi passi dal centro di Messina.
Quello che doveva essere un Borgo monumentale, tra le poche zone antiche della città e sopravvissute alla distruzione dei suoi disastrosi terremoti, è oggi un’area completamente da risanare, nella quale molte famiglie vivono in mezzo all’amianto, senza servizi e in alloggi fatiscenti.
Servirebbero azioni di valorizzazione storica e ambientale, secondo una visione complessa e con interventi in raccordo tra tutti i soggetti coinvolti: i privati con le case da consolidare, i Frati minori, proprietari anche di un plesso fatiscente dove si rifugiano persone senza fissa dimora, la IV Municipalità. Bisognerebbe riqualificare e mettere in sicurezza tutto il borgo storico di Tirone e trovare una sintesi tra le diverse esigenze, ma per il momento, purtroppo, si assiste ancora ad un nulla di fatto e ad un degrado che avanza e sta diventando sempre più inaccettabile.

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