Crollo di Pistunina, recuperata la terza vittima. Tre indagati nell'inchiesta della Procura
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Il bilancio della tragedia di Pistunina, a Messina, si aggrava mentre l'inchiesta della Procura entra nel vivo. Nelle ultime ore i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo della terza vittima del crollo della palazzina di via Giorgio La Pira, mentre la Procura della Repubblica della Città dello Stretto ha notificato avvisi di garanzia a tre persone, chiamate a comparire nei prossimi giorni davanti al pubblico ministero.
Ad annunciare il nuovo ritrovamento è stato il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Michele Burgio. «L'attività di ricerca ha dato un risultato perché abbiamo recuperato un terzo corpo. Abbiamo completato le operazioni pochi minuti fa», ha dichiarato, spiegando che il ritrovamento era stato previsto sulla base delle verifiche effettuate nell'area. La salma è adesso sottoposta alle procedure di identificazione da parte delle autorità competenti.
Le operazioni di soccorso proseguono senza interruzione. I vigili del fuoco stanno concentrando gli sforzi in un'altra porzione del cumulo di macerie, dove si ritiene possano trovarsi gli ultimi dispersi. «Pensiamo di essere sulla strada giusta per lavorare più rapidamente possibile», ha aggiunto Burgio.
Poche ore prima, intorno alle 4 del mattino, era stato recuperato il corpo di Rosa Leone, identificata dalla figlia Clelia. La donna è la sorella dell'imprenditore settantunenne Carmelo Leone, prima vittima accertata del crollo. Restano ancora da ritrovare Santino Magazzù, marito di Rosa Leone; Sara Leone, altra sorella della famiglia; il collaboratore domestico e la ventenne commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano dell'edificio.
Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Messina ha impresso una svolta alle indagini. Tre persone hanno ricevuto un'informazione di garanzia e un invito a comparire per essere interrogate all'inizio della prossima settimana. I reati ipotizzati, allo stato delle indagini, sono omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.
Gli accertamenti, coordinati dalla Procura e delegati ai Carabinieri del Comando provinciale, con il supporto dello Spresal dell'Asp di Messina e dei Vigili del Fuoco, mirano a ricostruire con precisione la dinamica del crollo e a verificare un eventuale collegamento con i lavori che erano in corso nello stabile, in particolare nei locali commerciali al piano terra.
Subito dopo il crollo, avvenuto nel pomeriggio del 30 luglio, gli investigatori hanno disposto il sequestro della palazzina di via Giorgio La Pira 31 e dell'area destinata allo stoccaggio temporaneo delle macerie, individuata nel "Parcheggio Rosso" dello stadio San Filippo.
Nel comunicato diffuso oggi, il procuratore della Repubblica Antonio D'Amato sottolinea che gli avvisi di garanzia costituiscono un atto dovuto della fase iniziale delle indagini preliminari e non rappresentano un'attribuzione di responsabilità. L'obiettivo, spiega la Procura, è garantire la corretta acquisizione delle prove e consentire agli indagati di esercitare pienamente il diritto di difesa.
La Procura ribadisce inoltre che le persone coinvolte nell'inchiesta devono essere considerate presunte innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna e che il procedimento potrà anche concludersi con l'accertamento dell'assenza di responsabilità.
Intanto, mentre le ruspe e le squadre specializzate continuano a scavare senza sosta tra le macerie, Messina resta con il fiato sospeso in attesa di notizie sugli ultimi dispersi e delle risposte che l'inchiesta dovrà fornire sulle cause di una tragedia che ha profondamente colpito la città.

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