Crollo a Pistunina, recuperata la seconda vittima

Visite: 564

È stato recuperato intorno alle 4 di questa mattina il corpo senza vita di una donna, seconda vittima accertata del tragico crollo dell'edificio nel rione Pistunina. Il recupero è stato portato a termine dai vigili del fuoco, impegnati da ore in un intervento complesso che continua senza interruzioni nella speranza di trovare in vita le quattro persone ancora disperse.

Sono circa 70 i vigili del fuoco impegnati nell'area del disastro, dove le operazioni di scavo proseguono senza sosta tra le macerie dell'edificio. Una speranza, seppur ormai ridottissima, continua ad accompagnare il lavoro delle squadre di soccorso, determinate a verificare ogni possibile spazio utile alla sopravvivenza.

Nella tarda mattinata è stato estratto anche il corpo di Carmelo Leone, imprenditore di 71 anni e fratello delle due donne coinvolte nella tragedia. Il bilancio delle vittime si aggrava mentre cresce l'angoscia per le persone che risultano ancora disperse.

«Continuiamo a cercare persone vive», ha dichiarato il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Burgio, spiegando come le operazioni siano rese particolarmente difficili dalle condizioni presenti sotto le macerie. Nell'area è infatti ancora attivo un incendio provocato dalle batterie presenti nei negozi dell'edificio, circostanza che determina un accumulo di calore e di gas infiammabili in assenza di ventilazione. Una situazione che impone ai soccorritori di procedere con la massima cautela per garantire la sicurezza degli operatori.

Sul luogo della tragedia restano in attesa parenti, amici e conoscenti dei dispersi, che seguono con apprensione ogni fase delle operazioni nella speranza di ricevere notizie positive sui propri cari. A supportarli sono presenti anche psicologi, impegnati nell'assistenza alle famiglie colpite dal dramma.

Parallelamente ai soccorsi, prende il via anche il lavoro della magistratura per chiarire le cause del crollo dell'edificio, composto da abitazioni al secondo piano occupate dalla famiglia Leone, negozi al primo piano e un piccolo centro commerciale al piano terra.

La Procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D'Amato, ha aperto un fascicolo d'indagine, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato di disastro colposo. Le indagini sono affidate ai carabinieri e ai vigili del fuoco, cui spetteranno i primi accertamenti tecnici. Esclusa l'ipotesi di un'esplosione dovuta a una fuga di gas, gli investigatori ritengono sempre più probabile che all'origine della tragedia vi sia stato un improvviso cedimento strutturale dell'edificio.

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments