Trovato dopo 18 giorni il corpo di Marianna Bello
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Si è conclusa nel modo più tragico la lunga attesa e le incessanti ricerche di Marianna Bello, la 38enne di Favara (Agrigento) scomparsa lo scorso 1° ottobre, travolta dalla furia delle acque durante un violento nubifragio che si era abbattuto sulla cittadina.
Il corpo della donna è stato ritrovato nella mattinata di ieri, domenica 19 ottobre 2025, a diciotto giorni dalla scomparsa. Il macabro rinvenimento è avvenuto in una zona impervia tra le contrade di Zingarello e Cannatello, a oltre 15 chilometri da Favara, in un canneto vicino a un torrente che sfocia nel fiume Naro. Ad accorgersi della presenza del cadavere è stato un gruppo di cacciatori.
Immediatamente allertate, sul posto sono intervenute le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco, il pubblico ministero di turno e il medico legale. Il corpo, rinvenuto coperto di fango e quasi privo di vestiti, è stato identificato come quello di Marianna Bello, anche grazie al riconoscimento di alcuni tatuaggi, in particolare uno sul polso, da parte dei familiari che hanno raggiunto il luogo.
Marianna Bello, madre di tre figli, era stata inghiottita dalle acque mentre si trovava fuori dalla sua auto, e si presume sia caduta all'interno di un collettore delle acque piovane le cui grate erano state sollevate dalla pressione. Nei giorni scorsi, le ricerche avevano già portato al ritrovamento di alcuni suoi effetti personali, tra cui il portafogli (con all'interno la foto di uno dei figli), una scarpa, la borsa, la giacca e il cellulare.
La notizia ha gettato nello sconforto l'intera comunità di Favara, che aveva sperato fino all'ultimo in un miracolo. Il Sindaco di Favara, Antonio Palumbo, ha disposto il lutto cittadino in concomitanza con i funerali che si svolgeranno domani, come segno di vicinanza ai familiari.
Intanto, la famiglia della vittima ha già annunciato l'intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento per accertare eventuali responsabilità riguardo sia al livello di allerta meteo emanato per quel tragico giorno, sia allo stato di manutenzione del convogliatore delle acque che ha risucchiato la donna. Le autorità stanno ora lavorando per accertare le esatte circostanze della tragedia.

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