Sicilia, prima regione per numero di Neet, giovani che non lavorano e non studiano

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Primato negativo per la Sicilia, che si piazza al primo posto in Italia per numero di Neet (Not in education, employment or training), cioè i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. L'incidenza, nella nostra regione, è pari al 38,6% della popolazione. Dopo la Sicilia, si piazzano la Calabria, con il 36,2%, e la Campania, con il 35,9%.

A rendere noti tali dati è una ricerca di Unicef Italia. In Italia i giovani neet sono oltre 2,1 milioni e nel 47% dei casi sono di età compresa tra i 25 e i 29 anni.A seguire ci sono i ragazzi tra i 20 e i 24 anni (38%). In ultimo i centennials, la fascia di età che va dai 15 ai 19 anni (15%). Non studiano, non lavorano, non seguono alcun corso di formazione. Sono giovani che trascorrono le giornate senza far nulla. Un vero e proprio l'esercito che vede l'isola ottenere un nuovo primato negativo. In base agli ultimi dati Istat emerge un dato allarmante e il confronto con l'Europa è impietoso: la media negli altri Paesi è del 12,9%.

La composizione dei Neet è molto eterogenea: ci sono neolaureati con potenzialità che stanno attivamente cercando un lavoro in linea con le proprie aspettative, fino al giovane uscito precocemente dagli studi, scivolato in una spirale di demotivazione. Nella categoria rientrano anche coloro non hanno un impiego per scelta, perché vogliono prendersi tempo per esperienze di diverso tipo o per dedicarsi alla famiglia.

Questo spreco di potenziale umano ha un costo rilevante, sul piano sia sociale sia economico, perché le nuove generazioni sono la componente più preziosa e importante per la produzione di benessere in un Paese. Come si è arrivati a questa situazione? Come la vivono i giovani? E come se ne esce?

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