54enne colpito da forca retrattile del carro attrezzi. Chiesto il processo.

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E’ iniziato presso il Tribunale di Termini Imerese, anche se per un vizio di forma c’è stato subito un breve rinvio, il processo per la tragica morte Fulvio Maiorca, il 54enne di Carini, deceduto cinque anni fa in un terribile incidente stradale: sono chiamati a rispondere del reato di omicidio colposo in concorso il conducente e la proprietaria del carro attrezzi risultato non in regola contro cui si è schiantata la vettura delle vittima. A causa della mancata notifica all’avvocato difensore dell’imputato, l’udienza preliminare è stata rinviata al 13 giugno.

La tragedia si è consumata il 9 settembre 2014 sull’autostrada A19 Catania-Palermo, in direzione Palermo, in territorio di Bagheria. Quel giorno il traffico era intenso, c’erano rallentamenti, e un 67enne di Palermo, alla guida di un carro attrezzi, si è accodato agli altri veicoli fermi. Maiorca, che sopraggiungeva nello stesso senso di marcia con la sua Renault Megane, non si è accorto in tempo dei mezzi incolonnati e ha tamponato il veicolo adibito a soccorso stradale. Poteva essere un banale tamponamento visto che il 54enne uscito illeso, ma, qualche istante dopo, la forca retrattile del carro attrezzi, non essendo secondo l'accusa bloccata, in seguito all’urto si è svincolata dal suo alloggiamento ed è penetrata come una lama nell’abitacolo della vettura, con conseguenze letali per Fulvio Maiorca che è morto sul colpo.

La Procura di Termini Imerese ha aperto un procedimento penale e iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo in concorso, oltre al conducente del mezzo di soccorso stradale, la sua proprietaria, una 56enne, di Altofonte. Le attenzioni degli inquirenti, infatti, si sono concentrate sul dispositivo del carro attrezzi che non si sarebbe dovuto “aprire” in quel modo. I familiari della vittima, la sorella e la mamma, per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, tramite la consulente personale Daniela Vivian, si sono affidate a Studio 3A-Valore S.p.A..

Il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dott.sssa Annadomenica Gallucci, ha disposto una perizia cinematica per accertare la dinamica del sinistro e verificare, tre le altre cose, la regolarità e il funzionamento della forca retrattile. Le conclusioni del Ctu avrebbero confermato le gravi lacune del dispositivo; perciò, a conclusione delle indagini preliminari, il Sostituto Procuratore ha chiesto il rinvio a giudizio dei due indagati, “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia”.

In relazione alla richiesta del Pm, il Gup del Tribunale di Termini, dott. Michele Guarnotta, ha disposto l’udienza preliminare.

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