Ospedale Giglio. Cortometraggio per umanizzazione della cura

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L'ospedale Giglio di Cefalù continua a far parlare di sé, non solo dal punto di vista medico, ma anche sotto l'aspetto umano e nel rapporto che si instaura tra tutto il personale altamente professionale e i pazienti. Non si è ancora spenta l'eco sulla vicenda che ha riguardato la giovane Martina Giannone, portata alla ribalta anche in ambito nazionale, quando un'altra interessante iniziativa viene portata avanti.  E' di qualche giorno fa la notizia della conclusione delle riprese di un cortometraggio ispirato alla vicenda umana di una giovane mamma che si scopre affetta da un tumore alla mammella in fase metastatica. Appresa la notizia di questa brutta malattia, la paziente si è chiusa in se stessa, nel suo dolore, manifestando difficoltà di dialogo con i medici e maturando anche la scelta di lasciare i propri figli nelle mani della nonna per facilitarne, un giorno, il distacco. Tutto questo prima dell'arrivo della medicina narrativa o espressiva, che la  porta a riscoprire nuovi percorsi personali, in questo caso la passione per il disegno. 

Questo cortometraggio vuole fare emergere l’umanizzazione della cura e la costruzione di un rapporto tra il medico, il paziente  e la famiglia dello stesso che non si deve limitare alla mera trasmissione di dati clinici. L’umanizzazione nei percorsi sanitari è fondamentale per donare al paziente serenità e costruire un rapporto di fiducia. Grande soddisfazione da parte del presidente della Fondazione Giglio di Cefalù Salvatore Giovanni Albano, il quale insieme al suo staff di lavoro si sta adoperando per fare compiere alla struttura ospedaliera cefaludese quel salto di qualità tanto auspicato da tempo. Segui il servizio nei tg di oggi su OndaTv

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