Prescritto il reato per i protagonisti dell'occupazione della ferrovia contro la chiusura della S.S. 113

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Dopo una lunga e articolata istruttoria dibattimentale si è chiuso davanti al Tribunale di Patti il procedimento giudiziario scaturito dall'occupazione della ferrovia avvenuta a Gioiosa Marea il 24 novembre del 2009. La manifestazione di protesta era stata organizzata dalle istituzioni locali e dai cittadini contro la chiusura per frana per diversi anni della S.S. 113 a Capo Schino di Gioiosa Marea, chiusura che aveva lasciato parzialmente isolata la cittadina con gradi disagi sociali ed economici. Adesso,a distanza di circa otto anni, il tribunale di Patti ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli impuntati per intervenuta prescrizione del reato. All'epoca infatti il Gip di Patti, mediante decreto penale di condanna, aveva inflitto la pena della multa di € 3.750,00 ai sindaci Ignazio Spanò di Gioiosa Marea, Basilio Ridolfo di Ficarra ed Enzo Sindoni di Capo d’Orlando, nonché a Barbara Matassa, Giuliana Scaffidi, Calogero Bonina, Franco Maraffa, Magda Costantino, Tindara Scaffidi Salvo, Clelia Giganti, Paolo Accordino, Sara Santina Sidoti, Aldo Biagio Molica Colella, Domenico Salvatore Molica Colella, Alfredo Cusmà Piccione, Mario Enrique Scirocco, Elisabetta Natoli, Franco Molica, Maurizio Borà, Domenico Silvestri, Angelo Cipriano, Marcello Siligato, Salvatore Miragliotta, Roberto Casella, Rita Sidoti, Barbara Nastasi, Giuseppe Spanò e Salvatore Buzzanca, tutti di Gioiosa Marea, accusati, assieme ai primi cittadini, di interruzione di pubblico servizio. Tale epilogo venne fortemente contrastato e gli imputati, con il sostegno incondizionato della comunità e con l'assistenza a titolo gratuito di tutti gli avvocati gioiosani, proposero opposizione e si andò a giudizio.

Alla fine – commentano i protagonisti di questa vicenda - è stata fatta giustizia e per tante persone coinvolte è finito un incubo. In questa vicenda Gioiosa Marea ha scritto una straordinaria pagina di mobilitazione e di partecipazione civica. Le istituzioni avevano abbandonato il paese, rimasto per anni isolato dalla frana abbattutasi sulla S.S. 113, mettendo in ginocchio la sua già debole economia, con disagi inenarrabili per i cittadini, privati dei loro diritti fondamentali. Il tempo passava inesorabilmente tra i rimpalli di responsabilità delle varie amministrazioni, tavoli tecnici, conferenze di servizio, accordi di programma, ecc., che, come spesso capita in Italia, non approdavano a nulla. Il malcontento ed il disagio cresceva in maniera esponenziale.

La morte di un ciclista giramondo precipitato nella voragine lasciata aperta dalla frana fu la goccia che fece traboccare il vaso e innescò la massiccia reazione della comunità che approdò alla corale manifestazione di protesta del 24 novembre del 2009 con la solidarietà di molti sindaci, associazioni, organizzazioni e cittadini dei paesi vicini, accorsi in massa a Gioiosa.

Alla manifestazione parteciparono migliaia di persone, condividendone ogni momento, compreso quello dell'occupazione dei binari che è stato l'atto finale e culminante di uno stato di esasperazione intollerabile, gesto estremo di legittima difesa che nel frangente era inevitabile e che ha contribuito in maniera determinate a sbloccare la situazione per fare avviare i lavori di ripristino della S.S. 113.

Finalmente su questa vicenda è giunta la parola fine e adesso ogni cittadino può sentirsi orgoglioso di questa grande prova data dalla comunità ed è auspicabile che si adoperi per mantenere vivo lo spirito di quella straordinaria mobilitazione e partecipazione civica affinché possa essere il modello al quale ispirarsi per affrontare e risolvere i vari problemi e le difficoltà della collettività.

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