Dottoressa violentata: "aggressione derubricata a infortunio sul lavoro. Violentata anche dalle istituzioni"

Parla la dottoressa della guardia medica di Catania rimasta in ostaggio di un paziente che l'ha aggredita, abusando di lei: "La solidarieta' espressa dai colleghi e' la piu' sincera che ci possa essere, perche' siete consapevoli che tutti sareste potuti essere al mio posto. Nessuno sconto, invece per le istituzioni, alle quali solo una cosa posso dire: io sono stata violentata anche da voi". Dure le parole della dottoressa pronunciate ieri di fronte ai 106 presidenti degli Ordini dei medici, riuniti nel Consiglio della loro Federazione nazionale (Fnomceo) e ai 106 presidenti delle Commissioni albo odontoiatri, insieme in assemblea plenaria nella sua Sicilia, a Giardini Naxos (ME). "Quella della sicurezza e' solo la punta dell'iceberg - ha spiegato - noi medici abbiamo perso la dignita'. La nostra professione si e' snaturata, e' diventata una cosa che non e' piu' essere medico, e' soffocata dall'affanno di evitare le denunce, di seguire pedissequamente i protocolli. Sfugge un concetto fondamentale: noi dobbiamo curare le persone". catania dottoressa1"Ho intrapreso questa strada per passione - ha raccontato - anche la scelta di fare la guardia medica non e' stata un ripiego, e' stata una decisione consapevole proprio perche' volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono". Le istituzioni, ha accusato la dottoressa del Catanese, "non hanno semplicemente lasciato sola me, mettendomi in pericolo e poi umiliandomi quando la mia aggressione e' stata derubricata a infortunio sul lavoro. Il sistema rischia di travolgere la nostra intera professione. Siamo tutti vittime: a questo gli Ordini devono opporsi". Gli Ordini "devono essere la casa, ma anche la famiglia di noi medici. E come in una famiglia i genitori non devono essere troppo permissivi con i figli, cosi' e' un errore assumere un atteggiamento paternalistico verso quei colleghi che sbagliano". "Va recuperata l'autorevolezza del nostro ruolo - ha confermato il presidente della Fnomceo Roberta Chersevani - grazie per le tue parole, e' un onore averti conosciuto. L'appello non e' rimasto inascoltato: molte le proposte emerse dal Consiglio raccolte e riassunte in una mozione".

Secondo una prima ricostruzione, il 26enne, un operaio originario di Santa Venerina con piccoli precedenti penali, sarebbe entrato nella guardia medica del paese nel catanese intorno alle 2 di notte con la scusa di farsi curare; dopo aver ricevuto le terapie, è andato in escandescenze, danneggiando arredi della stanza, e ha poi sequestrato e violentato la dottoressa in servizio. Un passante , sentendo urla di donna provenire dalla sede, ha avvisato i Carabinieri, intervenuti subito. Il medico, che sarebbe riuscita a fuggire, è stata soccorsa da militari dell'Arma che hanno fatto irruzione nella sala e arrestato il ragazzo ancora seminudo: un'inchiesta della Procura di Catania è stata aperta. 

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