Nuova aggressione in carcere. Tre agenti penitenziari feriti

Nel tardo pomeriggio di lunedì, nel carcere di Agrigento, si è consumata l’ennesima aggressione da parte di un detenuto ai danni di personale di Polizia Penitenziaria. Questa volta, il protagonista è un detenuto di cittadinanza italiana, ristretto nel Reparto protetto OMEGA.

A darne la notizia è Lillo Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “l’energumeno in questione ha aggredito i tre poliziotti, un Ispettore e due Assistenti Capo, perché pretendeva di cambiare Sezione detentiva. Non essendo possibile, l’uomo è andato in escandescenza minacciando e aggredendo fisicamente i tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che sono poi ricorsi al Pronto Soccorso per le cure del caso – 30 gg. di prognosi il più grave. Questa è l’ennesima aggressione che si registra in un carcere della Sicilia e dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari”.

E’ senza appello la denuncia del SAPPE, per voce del Segretario Generale Donato Capece : “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento”.

Il SAPPE sollecita dunque un intervento urgente delle Istituzioni e del Ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia devono assumere urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza”.

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