Elezioni nella città dello Stretto: il punto della situazione

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A distanza di quattro giorni dalla tornata elettorale a Messina il risultato delle urne continua a far discutere. Le voci diffusesi ieri anche sui mezzi d’informazione sulla paventata la sparizione di circa 7000 schede elettorali è stata formalmente smentita. In realtà, come chiarito dal comune, i plichi con le schede ci sono tutti e i problemi hanno riguardato la trascrizione nei verbali dei conteggi per i singoli candidati al consiglio comunale.

Una situazione paradossale causata dall’incredibile lentezza e goffaggine della macchina elettorale del comune di Messina ma che comunque sarebbe limitata solo a una quindicina di sezioni. L’inesperienza di molti presidenti di seggio alle prime armi così come altri problemi accaduti nella nottata dello spoglio hanno dato questo risultato. Da ieri il seggio unico centrale presieduto dal magistrato Laura Romeo si è insediato a palazzo Zanca per le verifiche su tutte le 254 sezioni e per validare definitivamente il voto: nel pomeriggio si è avuta la conferma ufficiale del ballottaggio il prossimo 24 giugno tra il candidato del centrodestra Placido Bramanti e il deputato regionale Cateno De Luca.

Sulla composizione del consiglio comunale invece le certezze al momento riguardano le liste che hanno superato lo sbarramento del 5% e che entreranno nell’aula di palazzo Zanca. Numeri e nomi potrebbero variare in base a come si prospetterà il ballottaggio. Il vincitore del secondo turno potrà contare su 19 consiglieri grazie al premio di maggioranza assegnato dalla legge elettorale. E così Bramanti in caso di vittoria potrebbe far aumentare il numero dei consiglieri eletti nelle tre liste che hanno superato lo sbarramento (Ora Messina, Forza Italia e Bramanti sindaco) arrivando fino a una maggioranza di 19 consiglieri. Secondo i calcoli gli altri 13 seggi andrebbero all’opposizione, 7 alle liste del centro sinistra e 5 al movimento stelle, 1 seggio al candidato sindaco perdente al ballottaggio.

Più problematica, in caso di vittoria, la questione per De Luca che pur essendo giunto al ballottaggio non è riuscito a portare con sé nessun consigliere eletto. Solo un apparentamento con una delle liste vincenti degli altri schieramenti consentirebbe di avere consiglieri dalla propria parte. E qui siamo alle strategie del deputato regionale che nelle ultime tre sere, grazie anche ai suoi comizi, ha detto in maniera netta di volersela giocare tutta la partita per palazzo Zanca, se necessario anche senza apparentamenti. Dalla base di De Luca nelle ultime ore è venuto l’invito a trattare con i 5 stelle per un apparentamento che consentirebbe al movimento di avere un premio di maggioranza. Ma i vertici grillini questa notte hanno stoppato qualsiasi tipo di alleanza con De Luca confermando la distanza politica del movimento dal candidato sindaco.

Resta così in bilico la questione dei possibili apparentamenti per De Luca e si parla anche di tentativi di trattativa ancora in corso. Intanto Bramanti apre a tutte le forze in campo... ma finora nessuno dei cinque candidati sindaci esclusi ha dato alcuna indicazione al proprio elettorato.

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