Incidente sul lavoro. Sconcerto della Cisl per la morte dell'operaio 63enne

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Sconcerto e profondo cordoglio sono stati espressi dalla Cisl e dalla Filca Cisl per la morte di Biagio Amendolia, operaio edile di 63 anni deceduto ieri a Messina in seguito a un grave incidente sul lavoro.

L'ennesima “morte bianca” che allunga un triste elenco di vittime sul lavoro in Sicilia. La magistratura ha sequestrato il ponteggio e aperto un fascicolo per chiarire le cause dell'incidente e le eventuali responsabilità. L'inchiesta è al momento contro ignoti e si procede con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. L'operaio era impegnato in lavori in una palazzina del complesso Linea Verde sulla Panoramica di Messina quando improvvisamente l'impalcatura, tra il quinto e il sesto piano, è crollata. L'operaio è caduto da un'altezza di circa 20 metri finendo sull'asfalto e morendo sul colpo.

«Fermo restando le cause della tragedia che sarà la magistratura a chiarire – afferma il segretario generale della Cisl, Tonino Genovese – è difficile immaginare che un lavoratore di oltre 60 anni sia costretto ad operare su una impalcatura al sesto piano per colpa di una legge che non tiene conto dei rischi e dei pericoli in determinati lavori. Un Paese civile non può consentirlo. A 63 anni un lavoratore deve essere messo nelle condizioni di non rischiare la vita e di poter accedere alla pensione senza penalizzazioni, dopo una vita di lavoro e di fatica».

La Federazione degli Edili della Cisl, che da tempo tiene accesi i riflettori sulla sicurezza nei cantieri edili, sollecita Ispettorato del Lavoro, SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro) e Inail ad effettuare controlli a tappeto nei cantieri. «È evidente che maggiormente esposti agli infortuni sono i lavoratori oltre i 60 anni che ancora stanno sulle impalcature – afferma Giuseppe Famiano - Ci sono degli obblighi per garantire la sicurezza dei lavoratori e come sindacato reclamiamo condizioni di lavoro più giuste e decorose soprattutto per chi ha un’età avanzata».

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