Blitz delle fiamme gialle su Tirreno Ambiente e Mazzarrà. Ad aprile il processo

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Sarà il processo del 9 aprile prossimo, davanti al Tribunale di Barcellona P.G. ad accertare eventuali responsabilità nel danno che sarebbe stato provocato al Comune di Mazzarrà, dai protagonisti dell’inchiesta Riciclo, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Barcellona P.G. sui rapporti tra il Comune e TirrenoAmbiente, la società che gestiva la discarica. Il giudice per l’udienza preliminare Fabio Processo ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Mazzarrà Salvatore Bucolo e gli ex amministratori delegati della TirrenoAmbiente. Il blitz delle fiamme gialle ebbe inizio da verifiche sui rapporti economici e autorizzazioni all’impianto di smaltimento rifiuti, tra il comune di Mazzarrà e la società che gestiva uno dei principali impianti di smaltimento della Sicilia Orientale.
Secondo l’ipotesi principale della Procura, il Comune non avrebbe incassato l’indennizzo da parte della società, o lo avrebbe incassato in misura “agevolata”. Gesto, sempre secondo l'accusa, pilotato dal sindaco che ne avrebbe avuto il suo tornaconto. Agli atti dell’inchiesta anche la vicenda di alcune movimentazioni sospette alla parrocchia di Mazzarrà. Posizioni subito stralciate. Si tratta di due persone che figuravano inizialmente indagate: l’anziano e ignaro parroco don Andrea Catalano, nel frattempo deceduto, sul cui conto corrente bancario – grazie ad una delega – venivano effettuate le movimentazioni di denaro incriminate, e il collaboratore e badante del parroco, Rodolfo Torre, per il quale era stata invece avanzata richiesta di archiviazione. I cinque indagati dovranno rispondere delle ipotesi di reato di corruzione e peculato, in concorso tra loro.

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