Misura cautelare in carcere nei confronti di 10 indagati accusati di estorsione

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I carabinieri hanno eseguito, a Palermo, una misura cautelare in carcere, disposta dal gip su richiesta della Dda, nei confronti di 10 indagati accusati di estorsioni con l'aggravante di avere favorito l'associazione mafiosa denominata Cosa nostra.

E' il seguito dell'operazione che lo scorso 5 dicembre aveva dato un colpo ai vertici dei mandamenti mafiosi di Resuttana e San Lorenzo con l'arresto della moglie del boss condannato all'ergastolo anche per l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi.

Il giudice ha contestato agli indagati tre estorsioni ai danni di due esercizi commerciali ricostruite grazie alle collaborazioni delle vittime e ad un pentito, esponente della famiglia mafiosa di Resuttana.

Importante, nel contrasto al fenomeno del racket, anche il ruolo dell'associazione Addiopizzo che tutela e supporta le vittime.