TUTTO IN - MedFest 2017

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Domenica 12 Novembre 2017 ore 22:45

Punto di incontro di cultura e civiltà. Unione mistica e metafisica di religioni, riti e leggende. Alchimia di lingue, colori, sentori visivi ed olfattivi, ritmi di lavorazioni artigianali e suoni musicali. Tutto questo fu il medioevo siciliano, ventre del Mediterraneo e ancora più su fino ai Longobardi e ai Normanni. Oggi potremmo definirle prove tecniche di globalizzazione in un mondo (quello medioevale) che nel Mediterraneo aveva il suo centro e nella Sicilia il suo ombelico, il punto di incontro tra popolazioni profondamente diverse tra loro, ma, allo stesso tempo, unite dal commercio e dalla curiosità di conoscere il “diverso” e l’ “ignoto”.
Questo è quanto scrive nella presentazione il direttore artistico di Medfest 2017 di Buccheri, l’assessore Antonina Trigila e noi di “Tutto In” incuriositi dai contenuti del suo scritto, telecamere in spalla, siamo arrivato a Buccheri, il paesino medioevale arroccato a 1000 metri di altitudine sul mare, al confine con due province e cioè quella di Catania e quella di Ragusa.
Appena giunti nei pressi a guardare da lontano l’abitato ci siamo resi subito conto del perché Buccheri è definita la capitale del medioevo siciliano. Un groviglio di stradine e vicoli circonda e difende il castello, o meglio quello che è rimasto del maniero, e poi le fantastiche chiese che costellano l’abitato.
A sugellare questo patrimonio, che non a torto potremo dire che ha tutti i requisiti per entrare nel patrimonio dell’Unisco, c’è una scalinata i cui infiniti scalini ci hanno ricordato quella di Trinità dei Monti. Certo il contesto è diverso ma la bellezza è veramente unica ed incomparabile.
Ma a vivere le giornate medievali, dai partecipanti, gruppi venuti da ogni dove, si capisce l’importanza di questo appuntamento. A condire tutto poi la verve della giovane amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Caiazzo.
La nostra guida, l’assessore Denis Basili poi ci ha fatto vedere il patrimonio antico di Buccheri ad iniziare dalla chiesetta sul colle opposto alla cittadina e soprattutto le neviere, in pratica le antiche industrie della neve. Proprio così, in piena campagna, scavate nella terra troviamo delle enormi buche dove veniva creato il ghiaccio poi esportato in tutta la Sicilia ed anche oltre. Insomma un percorso naturalistico da vivere
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